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Un portale per il monitoraggio territoriale sui beni confiscati alla criminalità organizzata
Centro di avviamento al lavoro artigianale per persone svantaggiate
Casa Don Milani
La storia del bene confiscato alla camorra: il lavoro di Agrorinasce e della cooperativa sociale Agropoli Onlus
28 marzo 2018

Casa Don Milani, un Centro di avviamento al lavoro per persone svantaggiate sito in Casal di Principe in via Giacosa, è una villa confiscata a Mario Caterino, esponente del clan dei casalesi, gestito da un raggruppamento di cooperative sociali, con capogruppo la cooperativa sociale Agropoli Onlus

Il lavoro svolto da Agrorinasce nella fase di recupero: con atto dell’Agenziadel Demanio, il bene è stato trasferito al patrimonio comunale destinandolo a Sede del Consorzio Agenzia Intercomunale per l’Ambiente ed uffici comunali. Agrorinasce in linea con la sua missione di rafforzamento della legalità anche attraverso il recupero ai fini sociali e produttivi dei beni confiscati alla camorra, in data 20/03/2006, ha fatto istanza al Comune di Casal di Principe per l’assegnazione del predetto bene confiscato e destinando quale “Centro per l’avviamento al lavoro per presone svantaggiate”. Agrorinasce ha così predisposto la progettazione preliminare per il recupero dell’immobile per un importo pari ad euro 300.000,00 e la successiva richiesta di finanziamento alla Regione Campania ai sensi della legge regionale n.23/2003, coinvolgendo allo scopo il Ministero di Grazia e Giustizia – Dipartimento Affari Penitenziari (DAP) – Provveditorato Regionale della Campania e il Ministero della Difesa – Carcere Militare di S. Maria CV, attraverso la stipula di una lettera di intenti. La Regione Campania attraverso i fondi del PON Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno QCS 2000-2006, misura II.1, ha finanziato il predetto progetto per l’importo complessivo di euro 300.000,00 al Comune di Casal di Principe. Con delibera del Commissario Straordinario del Comune di Casal di Principe del 15/05/2007 l’Amministrazione Comunale ha approvato lo schema di convenzione per disciplinare le modalità di concessione del bene ed i relativi rapporti tra le parti. Con delibera del Commissario Straordinario del Comune di Casal di Principe del 24/05/2007 l’Amministrazione Comunale ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di realizzazione del “Centro per l’avviamento al lavoro per presone svantaggiate” per l’importo di euro 300.000,00 ed i lavori sono stati regolarmente eseguiti a cura del Comune. I lavori realizzati, tuttavia, hanno consentito il recupero della struttura ma non la realizzazione degli interventi necessari alla realizzazione delle attività, in particolare alla realizzazione di un ristorante pizzeria e di un laboratorio di ceramica per articoli da cucina. Interventi fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo di realizzare un Centro che consentisse l’inserimento lavorativo e la formazione di persone svantaggiante, in particolare di detenuti per reati non gravi.

Il lavoro svolto dal soggetto gestore nella fase di valorizzazione: Raggruppamento di cooperative sociali, con capogruppo la cooperativa sociale Agropoli Onlus, e componenti la Osiride società cooperativa sociale, Eureka Onlus Società cooperativa sociale, Un fiore per la vita Società cooperativa sociale.

Il raggruppamento di cooperative sociali è stata selezionata con procedura pubblica da Agrorinasce per la gestione delle attività del Centro Don Milani: Centro per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Nel mese di giugno 2015, le cooperative sociale hanno avviato le attività di ristorazione.

Hanno predisposto e curato una seconda progettualità, beneficiando di un finanziamento della Fondazione con il Sud per lo start up delle attività previste dal Centro.

Nel I e II Semestre 2015 la cooperativa ha lavorato al rilancio dell’iniziativa del Ristorante NCO in linea con l’idea imprenditoriale iniziale: offrire alla comunità un luogo di benessere e svago in cui gustare i piatti della cucina tradizionale, animato e sostenuto dall’impegno lavorativo di persone appartenenti a categorie svantaggiate. Accanto a questa attività, hanno attivato il Laboratorio/Bottega  Artigiana nel settore della ceramica per la ristorazione, sperimentando la creazione di linee coordinate a marchio NCO da associare all’attività ristorativa, ma anche da introdurre nel mercato locale e nazionale. Inoltre, il bene viene impegnato come vero e proprio luogo di apprendimento e formazione che individua i propri destinatari nei soggetti fragili della comunità, altrimenti esclusi dalle opportunità economiche e di lavoro. Il tutto, ha previsto n.3 tirocini formativi nel settore della ristorazione, n.1 tirocinio nel settore della ceramica, n.4800 clienti presso il ristorante pizzeria, n.30 scuole in visita presso la struttura, n.45 gruppi organizzati in visita alla struttura, n.2000 visitatori, n.120 partecipanti ai Focus Group su tematiche relative all’Economia Sociale. Inoltre, per rafforzare la promozione dei prodotti tipici locali, in collaborazione con i produttori ed agricoltori locali la cooperativa, ha pensato di innescare sinergie e collaborazioni per la realizzazione dell’iniziativa “Bocconi di storia”. Le stesse attività sono state ripetute anche nei due semestri dell’anno 2016, con l’aumento del numero di persone coinvolte. In linea con il lavoro svolto, la cooperativa ha realizzato un intervento di inserimento lavorativo, concretizzato in un tirocinio formativo, secondo le modalità contrattuali previste dalla legge, della durata di 12 mesi. Destinatari dell’iniziativa sono stati 4 soggetti fragili provenienti dall’area penale in misura alternativa alla detenzione. L’intervento ha mirato a fornire educazione al lavoro a persone con basso livello occupazionale di partenza per valorizzarne le capacità. Nell’anno 2017 la cooperativa si è dedicata al potenziamento e rafforzamento delle attività di ristorazione attraverso l’attività di catering coinvolgendo n.5 utenti.  Ha attivazione un Corso di Direzione e Gestione d’Impresa.  Il percorso formativo è  un progetto culturale per lo sviluppo del territorio che vuole imprimere una forte discontinuità rispetto al crescente degrado e al costante declino economico. Vuole essere una proposta alternativa alla mancanza di occupazione e il crescente disorientamento soprattutto tra i giovani che sempre più abbandonano l’Università prima e il territorio poi, e rappresentano un reale pericolo di desertificazione civico dei territori. Sono stati coinvolti n. 20 giovani imprenditori o aspiranti tali del territorio.

 

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Scritto da Amministratore